Dal 6 aprile al 21 giugno 2025, Spazio 21 di Lodi ospiterà Essere Fiume, una mostra che esplora il rapporto tra arte, territorio e identità collettiva. Il progetto espositivo, commissionato e prodotto dal Comune di Lodi, è curato da Silvia Franceschini con Arianna Angeloni, Beatrice Marangoni e Anna Viola Premoli. L’evento rappresenta un’occasione unica per riflettere sul futuro del Museo Civico di Lodi, che sorgerà nell’Opificio della Cultura, all’interno dell’ex Linificio.
Attraverso un percorso che intreccia opere provenienti da collezioni storiche lodigiane e archivi cittadini con espressioni dell’arte contemporanea, Essere Fiume si propone come un luogo di confronto e immaginazione collettiva. L’obiettivo è stimolare la riflessione sulle trasformazioni storiche, sociali ed ecologiche del territorio, evidenziando il ruolo cruciale del fiume Adda nella storia della comunità.
La mostra si sviluppa su due livelli. Il primo è un viaggio storico suddiviso in quattro sezioni tematiche: conformazione del territorio, industria e artigianato, storia politica e cultura popolare. Il secondo è un’esplorazione dell’arte contemporanea, con opere appositamente commissionate che instaurano un dialogo con le testimonianze storiche. Attraversando secoli di storia e diverse discipline artistiche – dalla pittura alla scultura, dalla ceramica alla fotografia, fino ai video e alle installazioni – la mostra offre una visione dinamica del passato e del presente, tracciando al contempo una possibile traiettoria per il futuro del Museo Civico di Lodi.
L’allestimento, progettato dallo Studio Ossidiana, include reperti archeologici, libri antichi, ceramiche e dipinti provenienti dal Museo Civico di Lodi, dall’Archivio Storico e dalla Biblioteca Laudense, oltre a opere di artisti di fama nazionale e internazionale, tra cui Gabriele Basilico, Alighiero Boetti, Giuliano Mauri, Margherita Moscardini e Alice Visentin.
Elemento centrale dell’allestimento è il tavolo monumentale Essere Fiume, realizzato con 152 piastrelle su misura che riproducono il paesaggio fluviale lodigiano. Questo dispositivo espositivo, progettato per adattarsi e trasformarsi nel tempo, simboleggia il continuo mutamento del fiume e della comunità che lo abita.